Il Museo dell'emigrazione eoliana di Salina

di Marcello Saija

GUALDO TADINO, 7-8 GIUGNO 2002

I. Come nasce il museo di Salina
La donazione di un immobile nel territorio del Comune di Malfa da parte del costruttore di Long Island, Peter Galluzzo, da origine al museo dell'emigrazione eoliana a Salina.
Il "Palazzo", così viene comunemente denominata la villa, è di per sé stesso un monumento all'emigrazione. E' stato costruito tra il 1919 ed 1922 da un salinaio che aveva fatto fortuna negli States importando e lavorando i marmi di Carrara. Esso è pervenuto intatto, con gli arredi originali americani, all'associazione che gestisce il museo e che sta provvedendo al restauro dell'immobile. Il palazzo è stato illuminato all'epoca della costruzione con un gruppo elettrogeno che ha segnato l'arrivo dell'energia elettrica a Salina.


II. I caratteri dell'emigrazione eoliana
L'emigrazione di Salina ha caratteri peculiari ed è chiaramente leggibile con u modello di tipo espulsivo. L'infezione filosseica manifestatasi nella primavera del 1889 ha distrutto l'interamente l'economia isolana che si basava sulla monocultura della vite. Gli abitanti di Salina che nel periodo 1800-1889 avevano avuto un incremento straordinario passando da circa 2000 a 9000 nel periodo che va dal 1889 alla prima guerra mondiale, si dimezzano a causa di una emigrazione emorragica indirizzata prevalentemente vero l'America del nord.
Le ragioni spiegate di una repentina chiusura dell'economia fanno sì che parecchi giungano in America con discrete quantità di danaro da investire e molti salinari si inseriscono sin dall'inizio nella società americana comprando piccole rivendite di frutta e verdura ed alcuni creando piccole industrie.
Più in generale, l'esistenza di un a società integrata nel luogo di provenienza permette ai salinari di creare in America immediatamente strumenti opportuni per veicolare l'integrazione sociale anche dei semplici lavoratori. Così, in breve svolgere di tempo, tra il 1898 e il 1915, nascono ben quattro società di mutuo soccorso che raccolgono gli eoliani e permettono loro un'agevole integrazione nella società americana.


III. La rappresentazione dell'emigrazione eoliana nel museo

La rappresentazione dell'emigrazione eoliana nel museo segue le fasi storiche della vicenda che abbiamo appena descritto. Per queste ragioni abbiamo dedicato una prima sezione alle cause dell'emigrazione ed in particolare alla terribile infezione della filosserica che in 18 mesi ha distrutto il modello economico che si era affermato nel corso dell'800. In questi spazi si è tentato di descrivere la fine dei velieri che avevano rappresentato la principale nervatura dell'economia eoliana e si è offerto il quadro statistico delle partenze oltre oceano con le principali sedi di distinzione.
Il secondo momento, a cui viene dedicato attenzione, è quello della partenza dalle isole nelle diverse epoche. Così, nelle bacheche della prima stanza vengono esposti i fatti devozionali dei partenti, le polizze assicurative, l'attività delle agenzie che vendevano viaggi per le Americhe, i registri dell'emigrazione reperiti in sede locale, una intera parte con l'ammasso dei bauli e delle valigie, passaporti, biglietti da viaggio ed una cospicua documentazione fotografica. Nella seconda sala, si è tentato di sintetizzare la storia della comunità eoliana nell'America del Nord e naturalmente parecchio spazio è stato dedicato all'attività delle quattro società oliane del mutuo soccorso nate tra il 1890 ed il 1914. Ampi spazi sono stati dedicati poi alle attività economiche, alla vita sociale ed alla musica degli italo americani ed in alcune bacheche sono state rappresentate le biografie di molti eoliani protagonisti di una vertiginosa mobilità sociale ed economica.
Nella terza sala è stata rappresentata la storia delle comunità eoliane d'Australia che naturalmente ha tappe diverse e caratteri in parte differenti da quella delle comunità eoliane d'America. Di particolare rilevanza è la rappresentazione dell'impegno politico messo in atto da parecchi eoliani che in pochi decenni raggiungono posizioni di prestigio. Anche in questa sezione sono stati rappresentati i principali sodalizi che hanno costituito i veicoli dell'integrazione sociale e di particolare rilevanza è un immenso albero genealogico che occupa l'intera parete nel quale sottili fili di lana conduco alle fotografie di emigrati che partono secondo la logica delle catene di richiamo verso Sidney e verso Melbourne.

IV. Le prospettive di sviluppo.
L'interesse suscitato dal museo eoliano dell'emigrazione ha permesso una cospicua raccolta presso enti pubblici e privati che consentirà entro questo mese di giugno l'acquisto di due immobili vicino al "Palazzo", dove si intende offrire la fruizione del notevole patrimonio di lettere acquisite. Sono state raccolte, fino al momento, 1311 lettere provenienti dall'America del Nord, dall'America del Sud, dal Canada, dall'Australia, dalla Nuova Zelanda. Si ritiene, tuttavia, che nei prossimi anni questo materiale subirà un notevole incremento. E' allo studio in questo momento il criterio da adottare per la fruizione e la catalogazione dei materiali.