Gli anarchici italiani e la Rivoluzione messicana 1910-1914

Il 29 gennaio 1911 una banda di ribelli provenienti dai vicini Stati Uniti conquista il villaggio di frontiera Mexicali. Da quel momento in poi, fino alla fine di giugno dello stesso anno, cadono nelle mani dei magonisti, anche Tecate e Tijuana. Dall’altra parte della frontiera, negli slums delle grandi città, nei cantieri ferroviari e soprattutto nei bacini minerari, centinaia di immigrati italiani sognano la rivoluzione quando giunge loro la notizia che finalmente questa è scoppiata proprio dietro l’angolo, a poca distanza da Los Angeles e San Diego. Alcuni di essi partono subito per il Messico, ma nell’entusiasmo iniziale seguirà un’amara delusione: nel Messico, sostengono, non c’è alcune rivoluzione!
Tornati negli Stati Uniti dopo poco tempo cominciano una querelle che durerà per molto tempo e andrà ad influenzare non solo la solidarietà operaia nei confronti della Rivoluzione messicana, ma anche gli stessi rapporti interni alle varie anime del mondo sovversivo italiano in Nord America (e non solo).
Attraverso i giornali dell’epoca e altre fonti, l’autore ricostruisce una pagina di storia poco esplorata che getta nuova luce sulle relazioni interetniche tra italiani e messicani, oltre che su quelle politiche tra le diverse fazioni sovversive, all’alba del primo conflitto mondiale. Una discussione e un dibattito avvincente che vuole contribuire fattivamente a dare ulteriori significati all’uso (a volte abuso) del concetto di transnazionalismo tanto in voga nella storiografia sul tema degli ultimi anni.

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Autore: Michele Presutto
Luogo: Foligno
Casa editrice: Editoriale Umbra
Anno: 2017
Pagine: 169
Collana: I quaderni del Museo dell’emigrazione
ISBN: 97888802886